Und wir finden ein Rezept gegen das Alt sein (Campionati Europei Rostock 2015)

noemi_martacesari

Domenica mattina la scena che si appresta ai miei occhi è identica a quella del giorno prima, se non anche peggio. Non ce la possiamo fare mai nella vita, è appurato. E siccome M ritrasloca in patria e io ho il bus nel tardo pomeriggio per Leipzig, ci avventuriamo per Rostock con armi e bagagli, per finire alla Neptun con indosso i nostri zaini di Roma09, manco ci fossimo organizzate apposta (great minds think alike!)

Entriamo per l’ultima volta alla Neptun (ormai avevo iniziato a scambiarla per casa mia, calcolando che ho messo più piede là che a Roma nell’ultimo anno – F), ci gettiamo in pasto all’aria asfissiante e incontriamo subito Martin che mi riconosce e saluta con un occhiolino, sotto il vigile sguardo della sua dolce metà, una che non s’è mai fatta ‘na risata in vita sua e a 18 anni scarsi porta sulle spalle il peso dell’intero mondo (ho temuto di morire, ve lo dico – F).

Siccome c’è di nuovo la ZDF, il che rende gli spalti ancora più una ciofeca, decidiamo di fiondarci sui posti meno orribili in circolazione e parcheggiare le nostre borse (attività che abbiamo svolto più volte alla Neptun e che in Italia NON faremmo mai, calcolando che dentro alle nostre borse lasciavamo anche portafogli e macchinette fotografiche…).

Ci facciamo dunque un giro immerse nell’aria salubre della piscina e giungiamo alla conclusione che, la foto con Martin è d’obbligo (bisogna sempre avere una missione).

Ci siamo perse le utilissime eliminatorie dei 10synchro U, ma siamo saldamente presenti per quelle dei 3m D dove la nostra amica Bazinga, sul 107B, decide di imitare Steph a London2012 e si spatascia uguale, uguale a lui 3 anni fa (stesso tuffo, tra l’altro). Cala il gelo, anche perché i presenti temono per la loro incolumità, il rischio di rimanere fulminati è altissimo. Nonostante ciò, con un tuffo nullo, Bazinga entra comunque in finale, tanto per farvi capire il livello della gara (LAMMMERDA, come sottolineeremo poi anche su twitter). L’unica che si impegna anche al mattino è, manco a dirlo, Tania… lo sappiamo, una cosa davvero inaspettata!

Fra una gara e l’altra, cerchiamo di beccare Martin che però sembra non essere mai libero dalla sua ombra, ovvero la sua simpaticissima ragazza, che speriamo non scopra mai questo blog e non le venga in mente di usare google traduttore. Riusciamo, finalmente, a beccarlo un attimo da solo quando quelli della ZDF lo convocano per dirgli che più tardi lo intervisteranno, così, prima che torni da mrs. Simpatia, lo fermiamo per una foto. Mentre F sta per mettersi accanto a lui, passa di lì il caro Geronimo che si mette in posa per la foto con Martin, e ci facciamo grandi risate. Non riusciamo a dirgli altro che danke schön, anche se in realtà avremmo voluto dirgli molto di più, quanto abbiamo sofferto insieme a lui in questi anni, quanto aspettavamo questa medaglia…. ma almeno abbiamo finalmente fatto questa foto che dovevamo chiedergli dal lontano dicembre 2013! (la famosa maledizione di Dresden torna sempre, prima o poi!). Fra l’altro non dimentichiamoci che Martin è stato così carino da suggerire di fare la foto con vista piscina, per ricordare che è sempre il più tenero, non ci eravamo affatto sbagliate sul suo conto.

Pausa pranzo che si risolve con un pretzel, grazie sempre all’efficientissima Neptunhalle e il suo cibo homemade. Decidiamo anche di fare la famosa foto in verticale, ispirata dalla Marino (anche noi, tutte le mattine ci alziamo ed eseguiamo verticali perfette sui piazzali delle piscine). Il primo tentativo va a vuoto, senza far nomi, qualcuno della nostra nazionale decide di spararsi una decina di selfie con il mio cell, anziché fotografare noi 3 idioti. Ringraziamo quindi l’intervento di Giovanni Tocci che ci corregge anche la posizione delle braccia a suon di “ma come cazzo fai ‘sta verticale? Le braccia piegate?!!?”, un futuro da coach assicurato! (SPOILER: no, non eravamo assolutamente in verticale, la stavamo solo mimando a braccia alzate, per sembrare ancora più idioti).

Più tardi volevamo chiedere anche una foto a Steph che però è scappato per andarsi a fare una doccia prima della gara (non era affatto nervoso, eh, che dite!). Ci siamo quindi ripiazzate nei nostri posti, disturbate poco dopo da due vecchietti che decidono di sedersi accanto a noi lasciandoci a malapena spazio per respirare. Fra l’altro entrambi si divertiranno molto sulle reazioni di M dopo ogni tuffo tedesco. (MORTACCI LORO! non c’era più spazio)

Se conoscete M dovreste sapere che questa è la gara che più le mette ansia, ed in questo caso come se non bastasse ci si mettono anche Paddy e Sascha che mai abbiamo visto così nervosi. Forse perché Paddy ha deluso le aspettative, forse perché Sascha è vecchio e c’ha la schiena a pezzi, FORSE PERCHÈ HANNO PASSATO DEL TEMPO CO ANZIAH, fatto sta che, soprattutto il primo, passa metà pre-gara a sbuffare passandoci metà della sua ansia (uno che l’anno scorso si è tuffato in casa senza sentire un briciolo di pressione, qua a Rostock sembrava dovesse andare al patibolo…).

Poi torna anche Steph che è il ritratto della serenità e il quadro è completo. In tre non ne fanno uno sano, ma questo forse già lo sapevate. La nostra fangirl preferita passa la gara con la testa tra le mani, come quando la vostra squadra del cuore sta per tirare il rigore decisivo e voi decidete di non voler guardare.

Alla fine, tra un patema d’animo e l’altro e una non proprio pacata reazione degli spettatori a uno degli errori più gravi della coppia russa, arriva l’ottavo oro europeo di seguito, una garanzia, insomma.

Tutti sorridono, soprattutto i due condannati al patibolo, che finalmente, possono tirare un sospiro di sollievo.  Anche M può finalmente tornare a respirare e prepararsi per la lunga traversata che le spetta per giungere a Schönefeld (NON ANDATE A BLN, 200 CANTIERI E I MEZZI DI TRASPORTO SONO LAMORTE!!!). Alla sua collezione, però, manca ancora la foto con Steph e al suo “ma io non ho ancora fatto la foto con Steph”, ormai conscia del fatto che sta diventando una bimba grande le rispondo “vai, vai, digli che stai a partì e che si spicciasse”. Detto fatto, M va da Steph come ormai fosse un vecchio amico “scusa Stephan, io devo andare via, possiamo fare una foto ora?” In tedesco, ricordiamolo sempre, perché ci piace scoattarcela:  ABBIAMO IMPARATO IL TEDESCO APPOSTA!

Approfitta anche F, soprattutto per riscattarmi dalla foto di BLN2014 nel garage delle auto, la location perfetta dello stalker, insomma…(fra quella e quella con Sascha non si sa quale location peggiore abbiamo trovato!) quindi foto fatte, e dopo aver perso un po’ di tempo nella Hall la povera M partirà alla volta della stazione e poi di Berlino, dove incontrerà qualche difficoltà per arrivare all’aeroporto (w il traffico di Berlino e le loro linee deviate a caso. Se non altro alla Stazione della SBahn una gentilissima voce ti aiuta a capire quale linea devi prendere per andare in aeroporto! Grazie BVG).

Resto da sola (buuuuuuh!!) in attesa dei 3m D, consapevole di dover scappare a fine gara a velocità della luce per prendere il bus per Leipzig (faccio relax di secondo nome, è risaputo). NO IN REALTA’ RISCHIO DI NON ARRIVARE VIVA AL BUS PERCHE’ MENTRE VADO AL CESSO RISCHIO DI MORIRE FOLGORATA NEL VERO SENSO DELLA PAROLA.

Gara davvero avvincente, R5 seguito in cima alla zona VIP con zaino addosso e scatto da centometrista già pronto (e bambino rompicojoni che decide di girarmi attorno in tondo mentre io sono in piedi…poi dici Erode!). Al tuffo finale di Tania arrivano i 9, arriva l’oro e arriva anche il mio mega urlo (temo di aver traumatizzato i due vecchi accanto a me, il bambino purtroppo no…).

Prima di scappare riesco anche a stringere la mano a Paddy per congratularmi per l’oro. Mi fiondo a prendere la S-Bahn e poi il bus tarocco (manco il WiFi, la dea bendata è stata dalla mia questa volta coi trasporti, insomma).

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Finiscono qui, quindi le grandi avventure del team anti in giro per la Cruccolandia, sappiamo già che vi mancheremo, è per questo motivo che vi abbiamo dedicato questo luuuuuunghissimo resoconto, narrando anche quante volte abbiamo starnutito durante la settimana.

Finisce più che altro un’infilata di avvenimenti (BLN2014 compreso), davvero molto casalinghi e si prepara così l’avvento  dell’era London2016 che già sappiamo non sarà così rilassata come l’ultimo anno da noi vissuto. Speriamo di ricrederci, ma, onestamente, calcolando quanto siano popolari i tuffi in UK, calcolando che gli europei sono accorpati anche con le altre discipline natatorie, che i fan là urlano, strillano, scassano le palle come pochi, già sappiamo che, per evitare che il povero Daley si sciupi (un po’ come Madama da noi), possiamo già scordarci l’ambiente casalingo vissuto da una parte e dall’ altra (vi ricordiamo che a BLN2014 mamma Paddy ci ha chiesto se potevano scattarle una foto di famiglia, così…).

Noi speriamo di esserci, ovviamente, e faremo comunque di tutto per portarvi nel bel mezzo dell’azione.

Grazie a chi ci segue e soprattutto a chi ha avuto il coraggio di leggersi tutto questo papiro a tratti delirante.